La Santanchè a nome di chi parla?

10 Novembre 2009

Ieri, per l’ennesima volta in TV, si è toccato il fondo!

Una volta la domenica pomeriggio scorreva tranquilla col cruciverbone. Poi la famiglia Costanzo ha iniziato a far fare i trenini a tutti gli aspiranti VIP da 4 soldi, e adesso la tendenza è sulle “litigate”…

Le “litigate” fanno crescere parecchio l’odiens, che giustamente per alcune persone, per la legge di mercato, resta l’unico vero arbitro di quello che può e non può succedere in TV. In fondo mediaset si nasconde sempre dietro il fatto che vive di pubblicità; loro devono sposare i gusti della gente.

Inviti la Santanchè, inviti Sgarbi ed il gioco è fatto!

Ma stavolta la Santanchè con le sue dichiarazioni gridate è riuscita a zittire tutti; anche Sgarbi non è riuscito a dire mezza parola (un evento): «Maometto era poligamo e pedofilo, perché aveva nove mogli e l’ultima di 9 anni». A freddo, terminata la trasmissione, la Santanchè conferma quanto detto durante la messa in onda, precisando però di «non aver assolutamente voluto mancare di rispetto né a Maometto né agli islamici moderati: «Con il mio intervento ho inteso fare opera di informazione – aggiunge al Giornale la leader del Movimento per l’Italia -. Non tutti i nostri connazionali sono al corrente di una realtà storica considerata normale ai tempi di Maometto, ma che oggi i fondamentalisti perpetuano in maniera criminale, basti pensare a un fenomeno aberrante come l’infibulazione. So bene che molte donne islamiche vorrebbero liberarsi da tante schiavitù e in questa battaglia di civiltà sarò sempre al loro fianco. È quindi in tale contesto che va letta la mia frase su Maometto “poligamo e pedofilo”».

Be, non ho minimamente voglia di parlare di religione nel mio blog. Almeno non in questo momento. Ma da qualsiasi posto, abbia avuto origine questa “perla” storica della Santanchè (che continua a farsi chiamare così ma si tratta del cognome del suo ex marito), non accetto minimamente che in questo tempo di delicate trattative inter-religiose per integrare la convivenza pacifica tra persone di culture, origini e religioni diverse, un personaggio del genere possa mettersi a gridare in diretta TV queste bestemmie.

Concorso di colpa agli autori della trasmissione di canale 5, abilmente non stemperata dalla inconsistente presenza della D’urso, che col suo faccino da perbenista, non ha fatto nulla per cercare di mettere a tacere lo “spam” che usciva di bocca a questa (che pensate è stata pure in parlamento e presto magari ci torna grazie alla legge porcata, con i deputati decisi dalle lobbye) donna che sicuramente non parlava a nome mio, e spero nemmeno a nome delle persone che abbiano voglia di abbattere le barriere piuttosto che costruirle.

Ultimissima triste considerazione, è che praticamente è stato dato un risalto mediatico praticamente minimo a queste esternazioni. Tanto ormai l’informazione ha ben altro a cui pensare…


Influenza di stagione o psicosi ingiustificata?

7 Novembre 2009
influenza

Devo dire che fin dal primo momento sono stato abbastanza scettico nei confronti della massiccia azione mediatica volta a diffondere l’allarmismo nei confronti di questa influenza che possiamo definire un’influenza di stagione.

Da buon cittadino, anzichè farmi rincoglionire dai vari telegiornali e giornali on line (il quotidiano, logisticamente è di difficile fruizione per me), faccio una brevissima ricerca sul sito del ministero della salute per capire cosa succede e scopro che l’influenza costituisce un importante problema di sanità pubblica a causa della sua ubiquità, contagiosità, variabilità antigenica dei virus. Si stima che in Italia l’influenza stagionale causi ogni anno circa 8.000 decessi.

AVETE CAPITO BENE!!!

Da anni l’influenza di stagione causa mediamente circa 8.000 morti in italia. Strano che l’anno scorso non abbiamo proclamanto un mese di lutto nazionale. O di titoloni non se ne sono sentiti.

Oggi saremo a una ventina di morti. Oltretutto sono tutte persone già con gravi complicazioni di salute che “tra le varie disgrazie” avevano pure la temutissima influenza killer…

Ora io non voglio dire che non mi frega di tutte queste persone che muoiono. In fondo siamo tutti a rischio. Non è difficile prendere l’influenza. Solo che non ho sentito dire da nessun telegiornale o leggere in nessun giornale che si tratta di un influenza con un tasso di mortalità BASSISSIMO. Leggo solo che i centralini e i pronto soccorsi degli ospedali sono ormai presi d’assalto e che si rischia di arrivare al livello di “psicosi” collettiva.

Ogni singola persona deceduta si è meritata il primo titolo di qualsiasi telegiornale. Mi aiutate a capire? Forse tutto il resto è noia?

Ps: ho qualche amico che lavora per multinazionali farmaceutiche, che sono sempre “sulla soglia della crisi”. Non è che per caso a qualcuno “delle caste internazionali” conviene produrre e vendere a prezzi pieni qualsiasi cosa?


W le “nuove” idee imprenditoriali!

3 Novembre 2009

 Oggi voglio farvi conoscere un sito internet, ma più che altro voglio farvi conoscere un’associazione e un nuovo modo di fare imprenditoria al sud e in tempo di crisi.

L’associazione si chiama “Agrorà”, ed è un’associazione di piccoli coltivatori diretti del metapontino lucano, in provincia di Matera, che mette a disposizione dei consumatori romani i propri prodotti agricoli: frutta, verdura e funghi di stagione appena raccolti. Agrorà è un’associazione di contadini, ed anche un progetto di filiera corta che intende promuovere un rapporto diretto fra produttori e consumatori. In una forma di acquisto così immediata, chi sceglie lo fa con maggiore consapevolezza perché conosce la qualità dei prodotti ed il loro percorso. Il vantaggio per il consumatore è di avere cibi freschi e ad un prezzo più equo, non gravato dai tanti passa mano del commercio. L’assenza di intermediari consente al produttore di veder valorizzato al meglio il proprio lavoro. Il servizio di vendita diretta gestito attraverso questo portale sta muovendo ancora i primi passi, e per questo necessita di essere accompagnato nel suo cammino. D’altro canto la giovane età di Agrorà e dei membri che ne fanno parte consentirà un adattamento agile alle diverse situazioni. Agrorà è anche un progetto di rivalsa, in un Sud giovane e dinamico, dove tradizione ed innovazione si incontrano per dare risposte a problematiche da tempo irrisolte.

Quindi se vivete nei pressi della capitale, vi invito a visitare il loro sito http://www.agrora.it/ e scoprire il loro mondo!

 


Le Ford sono tornate di moda…

25 Ottobre 2009

Che differenza c’è tra Berlusconi e Marrazzo? Nessuna, entrambi sono clienti ford, Berlusconi si è fatto una Ford escort mentre Marrazzo si è fatto un Ford transit. (P.A.)

 


Com’è andata a finire a Catania?

19 Ottobre 2009

I signori di Report (rai tre) sono tornati a vedere com’è andata a finire dopo il loro primo “devastante” servizio.

http://salvogullotto.wordpress.com/2009/03/16/cartoline-da-catania-report-colpisce-ancora/

Come potrete osservare nei link che posto sotto, la situazione è abbastanza drammatica. Ritengo che siamo stati in grado di buttare in fumo decenni di finanziamenti che ci sono arrivati per cercare di migliorare la nostra situazione.

Moltissime regioni europee, sono riuscite a sfruttare tutti i finanziamenti arrivati per migliorare le infrastrutture, creare le basi per permettere all’imprenditoria locale di svilupparsi “normalmente” ecc.

Noi siciliani invece, a 360°, colpe di tutti, me incluso, non abbiamo costruito infrastrutture degne di tali nomi, non abbiamo creato nulla per l’imprenditoria, uno degli unici settori che potrebbe davvero darci reddito (il turismo) è in condizioni da terzo mondo e chi più ne ha, più ne metta.

Però adesso le cose stanno per cambiare: non penso che arriveranno quantitativi di soldini con la stessa facilità con cui sono arrivati negli ultimi 50 anni. Le conseguenze, anche se tutti fanno finta di non capirlo, saranno disastrose e ci “terzomondizzeremo” presto

questa è solo la prima parte… ma basta  andare su youtube per vedere l’intero servizio


Ma quante ricorrenze!!!

8 Ottobre 2009

Di questi tempi, tutti i bloggher scrivono più o meno incazzati su tutte le questioni di “attualità politica”, visto che di spunti non ne mancano…

Tra lodi, escort, stragi di soldati o della natura non ci si può annoiare davvero…

Ma per me in questi giorni ci sono un sacco di ricorrenze…

Pensate che questa è la CENTESIMA volta che scrivo su questo blog, e pensare che proprio in questi giorni il blog fa pure il suo primo compleanno…

Ieri una mia collega ha ben pensato di mettere al mondo il suo primo figlio (maschio) proprio nello stesso giorno in cui sono nato pure io, ma trent’anni prima…

Be si, ieri ho abbandonato il decennio col 2 davanti, per passare a quello col 3!

E’ finito un decennio fantastico, che è stato ricchissimo di soddisfazioni, e mi auguro che il prossimo lo sia altrettanto! Tendenzialmente sono un ottimista, anche se il quinquennio universitario sarà uno di quei periodi “che non torna più”!

E come ultima “ricorrenza”, ma questa è ben più rara, sono stato intervistato da un altro bloggher, ben più noto, che ha un blog davvero piacevole da visitare… e proprio ieri, sul suo salotto virtuale, ci stavo seduto io, in un intervista doppia con “solo in superficie”.

Quindi, vi invito a fare una passeggiata e andare a visitare il salotto virtuale di Camu a fare “due chiacchiere”

http://www.duechiacchiere.it/2245/solo-in-superficie-con-salvo


Avete presente Catania?

25 Settembre 2009

Avete presente Catania?

Si, quella fantastica cittadina che negli ultimi anni si è distinta per:

  • buchi di bilancio che per riempirli sono servite finanziare ad hoc del governo nazionale, con tanto di rischio crisi politiche
  • strade lasciate al buio perché non riuscivano a pagare le bollette della luce (presumo, DICO PRESUMO che i gettoni di presenza nei consigli comunali e di quartiere, quelli non saranno mancati)
  • consulenti strapagati per non fare nulla dalla mattina alla sera
  • appalti iniziati e mai finiti
  • scandali nell’organizzazione della festa patronale
  • quella città che non riesce a collegarsi pubblicamente al suo capoluogo di regione se non con auto private
  • litigate pazzesche tra politici dello stesso schieramento, storie che durano da decenni…
  • la stessa città dove prima scoppia lo scandalo sulle morti sospette alla facoltà di farmacia, e poi sembrerebbe che tutti se ne siano dimenticati
  • quella città che nella famosa puntata di report si è mostrata “leggermente” clientelare
  • quella città dove atterri all’aeroporto e il parcheggio abusivo è ampiamente riconosciuto e tollerato

Dico… avete presente Catania?

Be, adesso è giunto il momento di risollevarci…

Adesso un quotidiano on-line, denominato cataniapolitica, ha ben pensato, di dare un premio al politico che meglio ha lavorato per il comune di Catania…

Che dire… un sondaggio chiaro: senza distinzione di partito o di ruolo politico: il vero politico “marca liotru” (qui mi capiscono solo i catanesi).

Hanno già individuato un gruppo di “magnifici trenta”, ma se tra i “magnifici trenta” non trovate il vostro politico che più vi ha fatto sognare, potete segnalarglielo via mail!

Che spettacolo amici!!Dire che siamo alla frutta è dire poco…


Formula Uno = Reality Show

21 Settembre 2009

Faccio un breve passaggio sul mio blog per dire nuovamente (mi pare di averlo già fatto qualche mese fa) che ormai il mondo della formula uno è totalmente allo sbando…

  • non si vedono più sorpassi…
  • orge di mosley…
  • progetti rubati tra scuderie…
  • incidenti ad hoc per “truccare” le gare…
  • figli dei boss che muoiono di overdose e i padri continuano la loro sorridente presenza mediatica
  • megatribunali della FIA che lavorano a convenienza mediatica…

Non capisco come gli sponsor non abbiano ancora invertito il trend di investimenti in questo sport che a parte la perdita di emozioni sul campo, è circondato anche da una “amoralità” dilagante e sconvolgente…

O forse alla fine la Formula Uno non è altro che lo specchio dell’attuale nostra moderna società. Ci fanno vedere quello che ci aspettiamo di voler vedere, pur sapendo che è tutto un trucco. Non ci si “indigna” più di tanto e anzi “ci piacciono” questi intrighi!

Personalmente smetto ufficialmente di considerarlo uno “sport” e lo metto al pari livello di un “reality show”.


Puma e Adidas…

18 Settembre 2009

Ciao ragazzi…

Sono stato davvero latitante sul mio blog…

Ferie e periodi di lavoro intenso!

Per riprendere, voglio incollarvi un simpatico articolo che parla di due grandi aziende (di cui io non conoscevo la storia): PUMA E ADIDAS… Pensate, che sono state fondate da due fratelli. Direi che alla fine sono stati bravini tutti e due, per essere il secondo e il terzo colosso di abbigliamento sportivo nel mondo…

MILANO – Sarà una stretta di mano storica: le due aziende tedesche Puma e Adidas stanno per concludere una contesa iniziata sessant’anni fa quando i due fratelli fondatori, Adi e Rudi Dassler, decisero di imboccare ciascuno la sua strada.

PERCORSI SEPARATI – Sono diventati negli anni tra i principali marchi nel settore dell’abbigliamento sportivo. In pochi sanno però che la storia (e probabilmente il successo) delle due aziende (oggi agguerrite concorrenti) è frutto della scissione tra i fratelli Rudolf e Adolf “Adi” Dassler, che generò rispettivamente i giganti Puma ed Adidas. Tutto ha inizio negli anni ‘20: i due tedeschi costruiscono scarpe in cuoio, cucendole a mano nella lavanderia della loro madre. In seguito fondano una fabbrica di calzature vicino Norimberga, la Gebrüder Dassler Sportschuhfabrik, dove producono le prime scarpe da calcio con i tacchetti e le prime scarpe da atletica chiodate, portandole alle Olimpiadi nel 1928. Il successo mondiale arriva nel 1936 quando il campione Jesse Owens vince quattro medaglie d’oro alle olimpiadi di Berlino calzando proprio le loro scarpe. L’armonia tra i due imprenditori svanisce tuttavia durante la seconda Guerra mondiale: forti tensioni, date anche dalle differenti opinioni politiche, li dividono. Si separano e fondano ciascuno la propria attività rimanendo però sempre nella stessa città.

«GIORNATA DELLA PACE» – Lunedì prossimo gli impiegati di entrambe le società si stringeranno la mano pubblicamente per la prima volta. Lo faranno in occasione della partita di calcio organizzata proprio nella cittadina bavarese di Herzogenaurach dove hanno la sede principale le due aziende produttrici di articoli sportivi – tra le più grandi al mondo. Anche il piccolo comune, che oggi conta quasi 23 mila abitanti, si «spaccò a metà» nel 1948, anno in cui i Dassler decisero di separarsi, con residenti decisi a rimanere fedeli all’uno o all’altro. La data, poi, non è stata scelta a caso: il 21 settembre si celebre infatti nel mondo la “Giornata internazionale della pace”.
In una nota congiunta le due aziende hanno spiegato che lo scopo della loro iniziativa è quello di «radicare la consapevolezza dell’importanza di una convivenza pacifica». Oltre a partecipare all’incontro di calcio i dipendenti delle due società vedranno insieme la pellicola “The Day After Peace”, il documentario del regista inglese Jeremy Gilley, nato proprio dall’idea di avere una giornata mondiale della pace il 21 settembre di ogni anno, come poi deciso dall’Onu nel 2001. E’ la prima manifestazione comune dalla rottura negli anni ‘40.

LA RICONCILIAZIONE – A favorire la riconciliazione il fatto che dal 2007 la maggioranza di Puma è nelle mani di Ppr, colosso del lusso francese gestito da François-Henri Pinault, che vanta svariati marchi di prestigio da Gucci a Yves Saint Laurent. Il famoso marchio delle tre bande, invece, è di proprietà di un numero più ampio di azionisti. Ad oggi Adidas detiene il secondo posto nel mercato globale per quanto riguarda il ramo di articoli sportivi, Puma è terza. La manifestazione fa parte dell’iniziativa “Peace One Day”, promossa dallo stesso Gilley – un giorno della pace, di tregua e di non violenza, un invito a tutte le nazioni e i popoli a onorare la sospensione delle ostilità il 21 settembre di ogni anno. Elmar Burchia.


Dai che ora in Sicilia si sistema tutto!

21 Agosto 2009

Avete giocato la vostra ennesima schedina di superenalotto?

Magari si diventa stramilionari una volta per tutte!

Da qualche giorno, tiene banco un dibattito circa il fatto che un ottavo delle somme giocate al superenalotto sul suolo siciliano, entra direttamente alla regione sicilia, unica ad avere questo privilegio.

Stella, il famoso giornalista del corriere ci ricorda: “Che la Sicilia sia economicamente nei guai è difficile da contestare. Il tasso di disoccupa­zione è doppio rispetto a quello nazionale, il 39, 3% dei giovani sotto i 24 anni non riesce a trovare lavoro, il tasso di attività (51,2%) è il più basso in Italia, le famiglie che secondo l’Istat sono ai limiti dell’indigenza sono qua­si una su tre e perfino il turismo, che secon­do prima Prodi e poi Berlusconi avrebbe do­vuto fare della Trinacria «la Florida d’Euro­pa », riusciva ad offrire nel 2007, ha scritto Maria Marchese, «appena 36,1 posti letto su 1.000 abitanti contro i 75,2 posti offerti dal­­l’Italia, e ad attrarre appena 2,9 giornate di presenze annue per abitante, contro una me­dia nazionale di 6,2». La scoperta di quella «quota superEnalotto» unica ed esclusiva, tuttavia, per quanto fosse già nota alla cer­chia ristretta degli addetti ai lavori, rischia di rilanciare una polemica che in questi mesi si è fatta via via più accesa non solo con il Nord (dove gli anti-meridionalisti hanno ora un nuovo spunto di polemica) ma con le altre regioni del Sud. Regioni che per bocca di vari amministratori, dal campano Antonio Basso­lino al pugliese Nichi Vendola, dal calabrese Agazio Loiero al lucano Vito De Filippo han­no già storto il naso su troppi «aiutini» fatti avere negli ultimi mesi dal governo di destra alla sua roccaforte isolana capace di regalarle anni fa il famoso «cappotto» di 61 parlamen­tari su 61. Prima il regalo di 140 milioni a Catania per tamponare la catastrofe finanziaria comu­nale… Poi i 180 milioni a fondo perduto per ripianare i debiti di Palermo… Poi il via libe­ra di Roberto Calderoli alla pretesa della Re­gione («o passa la norma, o facciamo saltare il tavolo», chiarì l’allora assessore al bilan­cio) di trattenere sull’isola il gettito delle acci­se sui prodotti petroliferi, cosa che per ora è sospesa ma garantirebbe alla Sicilia nuovi in­troiti per circa 8 miliardi l’anno… Poi lo sbloc­co dei famosi 4 miliardi di fondi Fas, sblocco deciso per arginare l’offensiva sul Partito del Sud ma non concesso alle altre regioni che reclamano lo stesso trattamento… Non sarà facile, per Raffaele Lombardo, spiegare ai suoi stessi colleghi perché la sua regione deve avere questo trattamento «spe­ciale ».”

E quindi subito eccolo…

VENEZIA – Curiosità e meraviglia sono i primi sentimenti espressi dal vice presidente del Veneto il  leghista Franco Manzato dopo aver appreso che alla Sicilia lo Stato concede di trattenere un ottavo degli incassi del Superenalotto.
“Il fatto che la terra di Trinacria può addirittura trattenere un ottavo degli incassi dai giochi di abilità e dai concorsi a pronostico – dice Manzato – rappresenta un regalino, garantito da apposita legge, che da gennaio ad oggi ha portato nelle casse sicule circa 18 milioni e mezzo di euro, che si sommano a quelli già veicolati a Catania per ripianare una Tesoreria comunale all’orlo del fallimento”. Secondo Manzato “un Partito del Sud, ipoteticamente, potrebbe spiegarci perché allora, con tutti questi vantaggi, la Sicilia arranchi sulle politiche occupazionali, sul turismo, sulla gestione dei servizi, sulla raccolta differenziata, sull’amministrazione sanitaria e territoriale”. “Credo sia ora che, alla luce della larghissima volontà parlamentare di approvare il federalismo, bocciato pochi mesi fa dalla sola Udc che oggi vuole farsi portavoce del Nord – prosegue Manzato -  anche le regioni settentrionali debbano avere privilegi identici a quelli della Sicilia. Sono sicuro, e sono pronto a sottoscriverlo come farebbero tutti i leghisti e i cittadini di buonsenso, che con le stesse risorse della Sicilia noi in Veneto potremmo abbattere la pressione fiscale sulle imprese, rimpinguare le buste paga dei ceti meno abbienti, costruire ospedali e servizi sanitari del tutto diversi da quelli di  Agrigento”.

Ecco la voce ufficiale dalla regione sicilia

PALERMO – “La Regione siciliana non incassa alcuna quota parte sulle giocate del Superenalotto ma soltanto una aliquota del 12,25% dell’incasso effettuato in Sicilia dalla Sisal, quale importo forfettario sostitutivo di quella che è l’attuale imposta IRE dovuta per qualsiasi produzione di reddito”. Lo dice il dirigente generale del Dipartimento Finanze della Regione siciliana.

Che dire… Comunque vada, per noi siciliani, sarà sempre il solito insuccesso